Sistemazione ambientale di un antico percorso celtico

Sandro Pittini
Gemona del Friuli (UD)
foto Alessandra Bello e Sandro Pittini

SISTEMAZIONE AMBIENTALE DI UN ANTICO PERCORSO CELTICO

L’intervento riguarda la sistemazione ambientale volta al recupero e la valorizzazione di via Glemine, antico tracciato di origine celtica che collega la Fontana di Silans, presso l’abitato di Godo, con porta Udine, accesso storico da sud all’area del Duomo e al nucleo antico di Gemona del Friuli.   Lungo il tracciato sono presenti diversi  manufatti tra i quali emerge l’edificio denominato il Lavador (il Lavatoio), ri-costruito in vari momenti storici e del quale se ne ha traccia già nel XIV secolo. L’attuale sistemazione con arcate e copertura in lastroni di pietra è stata realizzata nel 1836. L’edificio ha subito parziali danni con il terremoto del 1976.

La piazzetta della fontana di Silans  è altamente significativo dal punto di vista storico e ambientale per la presenza continua di acqua sorgiva che ha determinato, per molti secoli, una tappa obbligata per quanti si accingevano ad intraprendere il percorso che conduceva verso il Norico. Più recentemente la presenza dell’acqua è stata fondamentale nei momenti di emergenza dovuti agli effetti disastrosi del sisma del 6 maggio del 1976.   Alla fontana, realizzata in calcestruzzo nei primi anni del novecento, fanno cornice due bagolari posti simmetricamente, assieme, costituiscono una suggestiva e serena immagine del piccolo spazio urbano. Verso nord si indovinano i resti delle murature merlate che delimitavano i fondi agricoli, in buona parte crollate a seguito del sisma del 1976 e ora ricostruiti. L’immagine di un Cristo crocifisso, opportunamente ricollocato, si impone con discrezione all’interno del semplice spazio pubblico. L’intera pavimentazione della piazzetta  è stata realizzata in acciottolato scandito da un disegno delle canalette che raccolgono l’acqua piovana. Il disegno tende a valorizzare la fontana quale elemento centrale nella semplice composizione.

Il secondo intervento riguarda il Lavatoio pubblico. Si sono affrontate le operazioni riguardanti il restauro dell’antico edificio facendo molta attenzione al mantenimento delle singole specificità materiali e costruttive, la valorizzazione dei percorsi con la messa in luce e il restauro dell’acciottolato realizzato a cavallo tra ottocento e novecento, il ripristino di una vasca per lo stoccaggio dell’acqua e alcuni tratti di una reta di canalizzazione approntata in conci di tufo che consentiva l’irrigazione dei terreni limitrofi, un’opera idraulica realizzata nel XVI secolo.
L’acqua e la pietra sono gli elementi che unificano tutto l’intervento essendo parte integrante ed inscindibile del progetto di architettura, anzi ne determinano la sua ragione d’essere.