Scuola secondaria di primo grado a Puos d’Alpago

facchinelli daboit saviane
Puos d’Alpago (BL)

Fotografie Gustav Willeit

Scuola secondaria di primo grado a Puos d’Alpago

Il progetto si colloca all’interno delle Prealpi Venete, nel piccolo comune di Alpago che, per contrastare il fenomeno dello spopolamento, ha intrapreso un percorso di riorganizzazione del comparto scolastico, avvalendosi della procedura del concorso di progettazione. L’area d’intervento trova collocazione in uno spazio limite, posto a margine tra la realtà urbana consolidata, prossima al centro paese, e il paesaggio rurale circostante. La zona assume pertanto un ruolo di connessione tra questi due contesti, uno fortemente antropizzato e l’altro a carattere prevalentemente agricolo. L’obiettivo di progetto è quindi duplice: da un lato ricucire funzionalmente il mondo rurale e il paese, dall’altro determinare il limite, anche figurativo, dell’abitato. La nuova costruzione ricerca una forte orizzontalità, che si inserisce nella stratificazione del paesaggio montano come un nuovo layer costruito, collocato tra i campi e la cintura di colline e montagne.
La scuola si sviluppa attorno al tema della “piazza coperta”, seguendo un’idea di insediamento quasi primitiva: un volume sospeso su quattro nuclei di sostegno definisce uno spazio coperto in diretta continuità tra interno ed esterno. Infatti, la scuola secondaria di primo grado di Puos d’Alpago, come la maggior parte di quelle di nuova concezione, si pone l’obiettivo di poter funzionare al di fuori dell’orario scolastico, come centro civico, aprendo i propri spazi all’intera comunità. Lo scopo ultimo di costruire ambienti versatili e aperti a tutti risulta particolarmente incisivo, soprattutto in comunità di piccole dimensioni, dove i servizi e le risorse sono per loro natura ridotti. Il progetto si propone di non limitarsi a raggiungere l’obiettivo dal punto di vista funzionale, ma di riuscire a narrarlo con forza anche dal punto di vista formale, lavorando con un piano terra trasparente e permeabile. Quattro nuclei in calcestruzzo colorato, che racchiudono gli spazi di servizio, definiscono il perimetro dell’agorà, dove le funzioni si contaminano in un laboratorio diffuso, animato da due scatole in legno di rovere, che contengono la sala lettura e l’accoglienza. Il parco alberato del masterplan attraversa l’edificio, inserendosi negli svuotamenti perimetrali e portando il verde fino al centro della scuola. Le corti illuminano gli ambienti ad uso collettivo. Biblioteca e alberature si collocano al centro della nuova scuola, facendosi carico di un ruolo simbolico. Aule e laboratori si alternano sui due piani attorno all’agorà, con la quale sono in costante contatto visivo e fisico, grazie a finestrature e pareti scorrevoli. La caratteristica principale di questo luogo è la permeabilità tra i diversi ambienti, che attraversa l’intero fabbricato, scoprendo continui scorci sul paesaggio, oltre che tra i diversi ambienti interni.
L’edificio è dotato di una serie di elementi architettonici che hanno lo scopo di disegnare atmosfere sempre diverse durante l’anno scolastico, seguendo il naturale scorrere del tempo. Lo spazio centrale è caratterizzato dalla presenza delle gelosie: frangisole formati da pannelli prefabbricati in calcestruzzo con una trama a fori triangolari che riprendono, ad una scala maggiore, i motivi reticolari in mattone tipici dei fienili della Valbelluna. Una serie di lucernari in copertura porta luce diretta d’estate e indiretta d’inverno nell’agorà centrale e nei laboratori; le differenti inclinazioni degli svasi tronco-conici determinano che i singoli lucernari si illuminino in alternanza durante la giornata. Le alberature introducono al centro dell’edificio l’elemento naturale, che cambia forma e cromia, segnando le stagioni e lo scorrere degli anni.
Il progetto ricerca la coincidenza di forma, struttura e materia. Lo fa attraverso un guscio di calcestruzzo faccia a vista realizzato con una tecnologia in prefabbricazione avanzata, composta da elementi a doppia lastra con getto integrativo in opera che, oltre a non avere bisogno di ulteriori strati di finitura, contengono già al loro interno la coibentazione e le predisposizioni impiantistiche.
Questo tipo di tecnologia sposta il paradigma tradizionale della prefabbricazione, che vede la convenienza nell’iterazione del singolo elemento sempre uguale, verso la realizzazione di elementi tutti diversi. Infatti, il guscio è costituito da oltre 300 elementi prefabbricati, che funzionano per progressivo assemblamento, secondo una precisa successione.